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“Lo Sciamano” di Citlalli Castañeda

“Lo Sciamano” di Citlalli Castañeda

Sciamano è parola internazionale ma pochi ne conoscono esattamente il significato. Io tenterò di spiegare che cosa rappresenta per i “concheros”, coloro con i quali ho trascorso lunghi periodi sulle montagne sacre del Messico. Lo sciamanesimo nasce da un fattore culturale delle antiche popolazioni in risposta ad alcune domande, per esempio: “Dove vanno a finire i morti? le piante, gli animali e gli uomini?..cosa accade loro quando lasciano il corpo fisico?” La risposta è che finiscono nel mondo degli spiriti. In un luogo che non si può vedere. Per le popolazioni, per le quali il legame con la natura era essenziale, quando la natura non li nutriva perchè il terreno non era fertile o perchè doveva riposare, ciò era un qualcosa di negativo che non capivano, e lo attribuivano al mondo degli spiriti.
Chi era in grado di risolvere questi problemi, veniva (e tuttora viene) identificato dalla comunità come “sciamano”, ovvero, colui che è in grado di comunicare conun luogo sopraelevato e con i suoi abitanti.
Egli è un guerriero che combatte il negativo del mondo degli spiriti e che lascia entrare in sè lo spirito che protegge la salute e la fertilità, la produttività del terreno.
E’ una guida spirituale in grado di comunicare con gli spiriti che, se vogliono, ti guariscono, altrimenti rimani malato.
Per questo, ha prima vissuto un profondo legame con la natura, tramite iniziazioni che variano da tribù a tribù.
Una delle pratiche utilizzate da questi “uomini della conoscenza” è l’offrenda che consiste nel dedicare tempo, energie e denaro per dare qualcosa agli spiriti per ottenere la loro benevolenza.
Ogni procedura consta sempre nel chiedere il permesso prima di compiere un’azione e sempre si ringrazia dopo averla terminata.
I concheros vivono seguendo la legge del “Compartir”, che diviene un modo di vivere.
Fra questi popoli esisteva un senso della comunità molto forte, che tuttora persiste nei loro discendenti, coloro che tentano di mantenere intatte queste tradizioni.
Se ti faccio un favore, l’ho fatto a me stesso: essi danno per scontato che le nostre anime sono unite.
Rispettare tutto ciò che ci sta intorno, condividere e ringraziare continuamente, è un costante aiutarsi: ciò che dò a te, mi ritorna automaticamente.
Per loro il villaggio non è un gruppo di uomini, ma un unico individuo.
Lo sciamano utilizza inoltre strumenti che vengono tramandati da anziani che si erano occupati di guidare il gruppo prima di loro.
Il “copal”, per esempio, è una pianta che non produce tanta resina, ma questa viene raccolta con degli strumenti e bruciata produce un fumo freddo, bianco e profumato che fa da tramite nella connessione.
Con l’intenzione, parte di te si unisce al fumo che diventa un elemento di contatto con l’altra dimensione, per chiedere aiuto agli spiriti, per guarire e per ottenere benefici.
Lo sciamano guarisce con il copal, purificando l’aura dell’individuo.
Il fuoco dona luce, ed è sacro; lo sciamano è in grado di comunicare con esso e di utilizzarlo quando ne ha bisogno.
Tutti possiamo essere sciamani se pratichiamo questi rituali di pulizia e se manteniamo un perenne rispetto verso tutto ciò che sta al di fuori di noi.

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